Storia

Nel 1982 venne condotta una grande inchiesta sulle abitudini culturali dei francesi da parte del Ministero della Cultura; essa svelò che cinque milioni di persone, di cui un giovane su due, suonavano uno strumento musicale, ma le manifestazioni musicali organizzate fino a quel momento riguardavano soltanto una minoranza di persone.

Per questo, Jack Lang, Christian Dupavillon e Maurice Fleuret immaginarono una grande manifestazione popolare che permettesse a tutti i musicisti di esprimersi e di farsi conoscere. Nacque così la prima Festa della Musica che si tenne il 21 giugno 1982, un giorno simbolico scelto in quanto solstizio d’estate, ovvero il giorno più lungo dell’anno nell’emisfero Nord.

“La Festa sarà gratuita, aperta a tutte le musiche senza gerarchia di generi e di pratiche. La musica sarà ovunque e il concerto da nessuna parte”

La preparazione del concerto fu precipitosa: si avvertirono i principali attori della vita sociale, politica e musicale in Francia. Vennero stampati e affissi alcuni manifesti, ma al Ministero della Cultura non si sapeva assolutamente quante persone avrebbero potuto rispondere a questo appello.

Il risultato superò tutte le speranze: migliaia di iniziative ebbero luogo in tutta la Francia, i musicisti si posizionarono ovunque nelle vie, nei giardini pubblici, nei chioschi, nei corsi principali, nelle stazioni, ecc.; migliaia di persone passeggiarono nelle vie fino a notte fonda, ascoltando musica in un’atmosfera incredibile.

“Occorreva un avvenimento che permettesse di misurare quale posto occupava la musica nella vita individuale e collettiva. Un movimento spettacolare di presa di coscienza, un slancio spontaneo per allertare l’opinione e forse anche la classe politica. Questo è ciò che ha spinto il Ministero della Cultura ad organizzare una Festa della Musica nel 1982. Una festa non-direttiva che riunisse tutti i francesi per cui la musica conta.” Maurice Fleuret

Questa unione di musicisti professionisti e di dilettanti, questa attenzione nuova portata a tutti i generi musicali senza alcuna distinzione, diventava, attraverso la riuscita immediata di una manifestazione popolare e largamente spontanea, la traduzione di una politica che accordava il giusto ruolo alla cultura dei musicisti dilettanti.